08 Settembre 2017

EWCS Alto Adige: Gli effetti positivi del “fai-da-te”

Nello studio EWCS le condizioni di lavoro positive vengono suddivise in tre grandi categorie: il “margine di manovra rispetto ai tempi di lavoro” (svolgimento dei compiti, uso del tempo, pause, conciliazione lavoro-vita privata), il “margine di manovra rispetto alle modalità di lavoro” (determinazione autonoma del lavoro, diritto ad essere consultati, competenze adatte) e il “sostegno sociale” (sostegno e motivazione da parte di colleghi, superiori e azienda, formazione professionale). Secondo quanto evidenziato dallo studio dell’IPL | Istituto Promozione Lavoratori sulle condizioni di lavoro in Alto Adige, questi cosiddetti “fattori di alleggerimento e protezione” risultano essere ben sviluppati in tutto il mondo lavorativo altoatesino.

La presenza di una “buona conciliazione tra vita privata e lavoro” varia dal 75,3% nel settore turistico al 92,7% nella pubblica amministrazione. La risoluzione autonoma dei problemi lavorativi di ogni giorno è invece una realtà assodata per più del 90% degli occupati di tutti i settori economici in Alto Adige. Allo stesso modo, anche il sostegno da parte dei colleghi è ben sviluppato in tutti i comparti: ad affermarlo è il 62,1% dei lavoratori nel settore trasporti e logistica e l’85,2% di quelli nelle costruzioni. Complessivamente si tratta di risultati molto buoni se confrontati con gli altri paesi europei presi a riferimento. L’agricoltura registra in Alto Adige i valori migliori nella determinazione autonoma dei tempi e dei compiti di lavoro. Il settore delle costruzioni invece ha il suo punto di forza nell’ambito sociale. Qui il sostegno da parte dei diretti superiori è particolarmente presente (per il 77,5% degli occupati). Nel turismo i lavoratori dipendenti hanno spesso voce in capitolo per quanto riguarda la scelta di nuovi colleghi di lavoro (per il 44,2%). Nella sanità e nel sociale i dirigenti sono in grado di motivare meglio, rispetto alla media dei settori, i propri collaboratori (70,9%), mentre nel commercio il margine di manovra degli occupati rispetto alle modalità di lavoro risulta piuttosto ampio (83,8%). Sempre nella sanità e nel sociale la possibilità di formazione per i collaboratori è molto elevata: il 72,9% degli occupati del settore ha potuto partecipare a corsi di aggiornamento pagati dal datore nei 12 mesi precedenti alla rilevazione, mentre il 61,0% nello stesso periodo è stato formato direttamente sul proprio posto di lavoro.

L’ultimo studio IPL offre anche molte altre informazioni. Come afferma lo psicologo del lavoro e ricercatore IPL Tobias Hölbling, la maggior parte dei fattori di alleggerimento e protezione riguarda indistintamente uomini e donne. Al contrario, l’impatto della disparità di istruzione è chiaramente evidente. Occupati con un’istruzione di livello accademico beneficiano più degli altri dei fattori positivi delle condizioni di lavoro. “Va comunque detto che la presenza di fattori di alleggerimento e protezione ben sviluppati in un particolare settore non garantisce automaticamente che ogni singolo occupato ne possa beneficiare”, precisa Hölbling.

Anche se la presenza dei fattori di alleggerimento e protezione in Alto Adige risulta essere ben o molto ben sviluppata rispetto agli altri paesi europei oggetto del confronto, non ci si deve riposare sugli allori. Infatti, sono le organizzazioni datoriali e sindacali a doversi far carico di mantenere e – nel migliore di casi – rafforzare questi fattori positivi. “La qualità del lavoro viene decisa in primo luogo all’interno delle aziende e organizzazioni, poiché i veri esperti nel giudicare le condizioni di lavoro sono gli occupati stessi – dai collaboratori domestici ai lavoratori autonomi, dagli occupati nelle imprese di pulizie alla dirigenza”, afferma il Direttore IPL Stefan Perini.

Statement dell’Assessora Martha Stocker

“Con questo studio per la prima volta l’IPL affronta il tema delle condizioni di lavoro in Alto Adige. È molto rassicurante osservare come i nostri occupati mostrino grande impegno e perseveranza. Questo richiede una buona gestione dei carichi di lavoro fisici e psichici attraverso investimenti in vari fattori di alleggerimento e protezione quali regole sull’orario di lavoro flessibili, determinazione autonoma delle modalità di lavoro e dell’ordine dei compiti, nonché un contesto sociale stimolante sia tra colleghi che con i superiori, oltre ad una continua formazione professionale. Per quanto riguarda questi aspetti, le imprese altoatesine si differenziano positivamente rispetto ai paesi vicini. Affinché ciò persista anche in futuro è necessario l’impegno comune dei partner sociali”.

Statement della Presidente IPL Christine Pichler

“Gli attuali sviluppi del mondo del lavoro altoatesino si prestano ad un certo ottimismo, il che ci conforta. Tuttavia, giustizia sociale significa anche che TUTTI i lavoratori godano di buone condizioni di lavoro. Più di prima sindacati ed associazioni datoriali sono chiamati a far sì che questi sviluppi positivi siano mantenuti anche nei prossimi anni attraverso accordi, contratti collettivi e forme di compartecipazione. Dobbiamo avviare una nuova stagione del partenariato sociale!”

Statement della Direttrice Provinciale INAIL Mira Vivarelli

“Considerando i risultati dello studio EWCS nel complesso, esso costituisce un incentivo per i partner sociali sia ad affrontare gli elementi più critici, quelli responsabili di malattie ed incidenti sul posto di lavoro, sia a continuare migliorando gli aspetti positivi.”

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al ricercatore IPL Tobias Hölbling (T. 0471 41 88 43, tobias.hoelbling@afi-ipl.org). Leggi lo Zoom IPL

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