13 Agosto 2019

Ecco cosa deve contenere il nuovo piano sociale

Il welfare del futuro

Riparte la più volte rimandata progettazione del nuovo piano sociale provinciale. L’IPL | Istituto promozione lavoratori accetta volentieri l’invito dell’Assessora provinciale al sociale Waltraud Deeg, di un lavoro da concepire su più fronti. L’IPL elenca gli elementi che dovranno essere inseriti nel nuovo piano sociale.

L’IPl | Istituto promozione lavoratori esprime la propria soddisfazione per l’annuncio dell’assessora provinciale alle politiche sociali, Waltraud Deeg, per il fatto che la discussione sul futuro piano sociale provinciale inizierà nel prossimo autunno. L’attuale piano sociale provinciale del 2009 ha bisogno urgente di essere adattato alle nuove circostanze e ai nuovi bisogni, sostiene a ragione l’Assessora. In effetti, lo strumento di progettazione strategica del welfare altoatesino è ormai invecchiato.

L’Agenda IPL “Welfare 2030”

L’IPL si occupa da tempo del welfare altoatesino. Nell’ottobre 2018 con l’ “Agenda welfare 2030” ha elaborato uno studio strategico per l’Alto Adige. Tale Agenda, sviluppata in modo partecipativo con le rappresentanze sindacali e associazioni del sociale, contiene una serie di proposte per misure “di sistema” e misure “specifiche” per il welfare altoatesino del futuro. Ecco gli elementi chiave, che dovranno essere ricompresi nel nuovo piano sociale.

10 elementi per il nuovo piano sociale provinciale

  1. Maggior innovazione nel sociale: è necessario estendere il concetto dell’innovazione dall’ambito tecnico ed economico anche al sociale: nuove idee e servizi innovativi migliorano lo stato sociale e lo fanno crescere in piena salute.
  2. Maggior dialogo tra gli attori del sociale: si deve creare una piattaforma o una rete tra tutti gli attori coinvolti nel sociale, per valorizzare le loro competenze, incentivare la collaborazione e migliorare il monitoraggio del sistema.
  3. Maggior tutela per i più deboli: la semplificazione e l’accorpamento delle prestazioni rappresenta una tutela per le fasce deboli, ed alleggerisce il carico burocratico.
  4. Maggior investimento nelle professioni sociali: bisogna migliorare le condizioni lavorative e la percezione delle professioni “sociali”, al fine di dare dignità e riconoscimento alla professione di chi presta la cura, il c.d.
  5. Diritto ad un posto all’asilo nido: è necessario valutare la possibilità di istituire un diritto ai servizi nella fascia pre-scuola dell’infanzia, estendendo e rafforzando tali servizi uniformemente su tutto il territorio.
  6. Fondare l’assegno di cura su solide basi: l’erogazione dell’assegno di cura deve venir ancorata ad un contratto regolare per chi presta la cura. Ciò garantirebbe il versamento dei contributi previdenziali per il caregiver e ridurrebbe l’incidenza del lavoro nero.
  7. Difendere il sistema sanitario pubblico: il sistema sanitario nazionale è un “gioiello” ispirato a criteri di accessibilità, equità, trasparenza e alto standard di trattamento. Non tutti questi obiettivi sono stati raggiunti allo stesso modo, ma ciò non giustifica uno smantellamento del sistema, che invece va difeso.
  8. “Dopo di noi”: servono risposte concrete ed adeguate per garantire a persone con disabilità una vita autonoma. Ciò lo si realizza con un’offerta di appartamenti o di comunità alloggio, affinché persone con handicap possano avere una vita autonoma e dignitosa anche dopo la scomparsa dei genitori.
  9. Creare offerta di abitazioni anziché sostenere la domanda: è necessario sopperire alla carenza di abitazioni atte a soddisfare il bisogno abitativo primario, laddove accanto al mercato privato deve giocare un ruolo fondamentale anche l’edilizia sociale. Per ridurre i prezzi delle abitazioni sarebbero da abolire a medio-lungo termine i contributi pubblici, da molti additati quale causa dell’incremento dei prezzi.
  10. Assegno unico per l’assistenza di base: in un’ottica di semplificazione, per un accesso più semplice ed una gestione più flessibile, i trasferimenti monetari per l’assistenza sociale andrebbero unificati in un unico assegno per l’assistenza di base, ad esempio sul modello trentino.

Una sfida a 360 gradi

Un piano sociale che va in questa direzione rappresenta certamente una sfida a 360 gradi, ma è una sfida che vale la pena intraprendere: ne è convinto l’IPL | Istituto promozione lavoratori.

Statement del Presidente IPL Dieter Mayr

“Il piano sociale è la “bussola” del futuro welfare altoatesino. La maggior parte dei servizi sociali e delle prestazioni fornite in Alto Adige si “merita” ora un check-up, una spinta all’innovazione e una sicurezza nella pianificazione per i prossimi 10 anni.”

L’Agenda „Welfare 2030“ PDF

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Direttore IPL Stefan Perini (T. 0471 41 88 30, stefan.perini@afi-ipl.org) e alla Vicedirettrice Silvia Vogliotti  (T. 0471 41 88 35, silvia.vogliotti@afi-ipl.org

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