27 Settembre 2019

Qual è il margine di manovra dei lavoratori dipendenti altoatesini?

EWCS Alto Adige

Il 24% dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti in Alto Adige dichiara di poter organizzare in autonomia molti aspetti del proprio lavoro. Nell’indice EWCS sull’autonomia organizzativa sul lavoro i dipendenti altoatesini raggiungono in totale 57 punti. Con questo risultato l’Alto Adige si colloca sullo stesso livello di Svizzera e Austria. In Germania e in Italia il valore raggiunge rispettivamente 51 e 53 punti.

L’IPL | Istituto Promozione Lavoratori ha raccolto i dati relativi all’autonomia organizzativa sul posto di lavoro che, grazie all’inserimento nell’EWCS, possono essere confrontati con quelli di altri paesi europei. In generale la situazione dei lavoratori altoatesini, soprattutto quella dei dipendenti con funzioni dirigenziali, è buona, afferma lo psicologo del lavoro e ricercatore IPL Tobias Hölbling.

I lavoratori altoatesini possono dire la loro

Più della metà (55%) afferma di non ricevere dal proprio capo soltanto degli obiettivi, ma di essere coinvolta già in fase di pianificazione. Questo eccellente risultato si distanzia notevolmente da quello di stati a forte vocazione industriale come la Germania (33%) e l’Italia (37%) e può essere spiegato con il mix di settori presente in provincia (poca industria manifatturiera, molti servizi). I manager altoatesini sono aperti al dialogo quando si tratta di organizzare il lavoro: il 50% dei lavoratori dipendenti afferma di venire coinvolto nel miglioramento dei processi di lavoro – un buon valore, pari a quello della Svizzera (49%), anche in confronto agli altri paesi europei.

Margine di manovra e ritmo di lavoro

Tre lavoratori dipendenti altoatesini su quattro (74%) affermano di poter scegliere o modificare la successione dei propri incarichi lavorativi. Anche in questo caso l’Alto Adige condivide con l’Austria (70%) il valore più alto del gruppo di riferimento. Per quanto riguarda invece la scelta delle modalità di lavoro la situazione è differente: solo il 60% dei lavoratori locali può decidere autonomamente il ritmo o la quantità di lavoro. Ciò è invece possibile per molti più lavoratori italiani (73%), tedeschi (67%) e svizzeri (68%).

Margine di manovra: sotto è stretto, sopra largo

Disaggregando questi risultati, in generale buoni, per gruppi di lavoratori e settore diventa evidente che non tutti i lavoratori dipendenti altoatesini hanno gli stessi margini di manovra. Il ricercatore IPL Tobias Hölbling, autore dello studio EWCS, afferma: “Semplificando molto si potrebbe dire che un lavoratore non qualificato ha minori possibilità di influenzare e di determinare il proprio lavoro di un dirigente. Una maggiore libertà di determinare le proprie condizioni di lavoro è offerta dal conseguimento di un titolo di studio il più alto possibile, e dal fatto di lavorare con persone anziché con macchine o in catena di montaggio”. Le persone che godono di adeguate possibilità decisionali sono infatti più sane e registrano meno assenze sul posto di lavoro. Proprio per questo motivo bisognerebbe cercare di allargare il più possibile i margini di manovra di tutti i lavoratori, anche per via dei costi. Tuttavia, quando – come succede in Alto Adige – dev’essere prodotto di più e nel minor tempo possibile, e questo non solo occasionalmente, i margini di autonomia vengono meno, il che, afferma Hölbling, può avere conseguenze dannose.

Presa di posizione del Presidente IPL Dieter Mayr

“In Alto Adige la pressione lavorativa è decisamente più alta che nei paesi confinanti. Ciò riduce i margini di manovra, così preziosi per l’efficienza e la salute dei lavoratori. Su questo punto gli altoatesini non devono dormire sugli allori.”

Per informazioni più dettagliate è possibile rivolgersi al ricercatore IPL e autore dello studio Tobias Hölbling (T. 0471 41 88 31, tobias.hoelbling@afi-ipl.org). Lo Zoom IPL completo è disponibile QUI

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