12 Novembre 2019

Pubblico impiego: L’IPL invita alla cautela

Foto: Pixabay

“I dati diffusi ieri dall’ASTAT relativi all’andamento delle retribuzioni nel pubblico impiego non sono un metro per la contrattazione collettiva dell’Intercomparto in atto”, rileva il Direttore IPL Stefan Perini. “Troppo breve il periodo di osservazione, troppo differenti gli universi messi a confronto.”

Ieri (11.11.2019) l’Istituto provinciale di statistica ha pubblicato dati relativi all’andamento delle retribuzioni nel pubblico impego nel periodo 2014-2017. In merito il Direttore IPL Stefan Perini: “Le analisi dell’ASTAT sono matematicamente corrette, ma dicono poco sulle reali biografie salariali dei pubblici dipendenti in Alto Adige nell’ultimo decennio. In primis il periodo oggetto di analisi (2014-2017) è breve. In secondo luogo, gli unici due aumenti stipendiali osservati dal 2011 ricadono nel periodo oggetto di analisi. Inoltre i valori medi, calcolati da ASTAT, sono nettamente caratterizzati da cosiddetti “effetti strutturali” che si hanno quando si confrontano due universi differenti. In terzo luogo, con riferimento alle contrattazioni nel pubblico impiego in atto, la statistica include anche 12.000 persone che non rientrano nell’ambito di applicazione del contratto di Intercomparto, come impiegati statali, magistratura, forze armate e corpi di polizia, per citare solo i più importanti.

Le cifre ASTAT

Nel 2014 i 51.850 dipendenti pubblici in Alto Adige hanno percepito in media 32.786 € lordi. Nel 2017 gli impiegati pubblici – la cui cifra nel frattempo è aumentata a 54.868 – arrivano a 33.722 € lordi. Matematicamente parlando ciò corrisponde ad un aumento nominale del +2,9%, ossia al netto dell’inflazione intercorsa (2,7%) ad un aumento reale del +0,2%. Da precisare: I valori medi sono il risultato di una semplice divisione tra il monte retributivo e il numero di dipendenti pubblici nei rispettivi anni. Non vengono considerati spostamenti degli universi di riferimento tra i due momenti di osservazione, quali durata del lavoro, qualifica, tipologia contrattuale, età, settore, per citare i più importanti.

Il calcolo dell’IPL

Il contratto di Intercomparto regola il rapporto di lavoro di circa 40.600 dipendenti pubblici in Alto Adige. Le attuali tabelle stipendiali risalgono ad aprile 2010, quindi a quasi 10 anni fa. Dal 1° luglio 2016 vi è stato un primo incremento retributivo di 480 € lordi annui, e dal 1° maggio 2017 un ulteriore incremento di 480 € lordi annui. Essendo un importo uguale per tutte le qualifiche, chiaramente in rapporto allo stipendio totale l’incremento è stato maggiore per le qualifiche inferiori che non per quelle più elevate. Per la prima qualifica si parla quindi di un incremento retributivo del +5,6%, per la nona del +2,9%. Nel frattempo (aprile 2010 – aprile 2019) l’inflazione a Bolzano è cresciuta del +16,0%. Spiegato in parole povere: pur considerando i due aumenti salariali, le retribuzioni lorde dei dipendenti pubblici rimangono ancora inferiori tra il 10 e il 13% rispetto all’incremento del costo della vita.

E con gli scatti stipendiali?

La maggioranza dei dipendenti pubblici in questo arco di tempo ha comunque ottenuto degli scatti stipendiali, che sono praticamente automatici. Premettendo che gli scatti non sono un elemento per adeguare le retribuzioni all’inflazione, ma un elemento legato alla prestazione, l’IPL da una simulazione (che considera l’aumento degli stipendi lordi conteggiando anche gli scatti biennali previsti dal contratto) ha potuto constatare che solo i neo assunti dopo il 2010 hanno ricevuto stipendi superiori al tasso di inflazione, frutto della progressione derivata dagli scatti biennali, che è rilevante in particolare nei primi otto anni di servizio; stiamo parlando però di una quota assai ridotta di persone. Tutti gli altri, ovvero la stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici, che invece nel 2010 già lavorava nel pubblico impiego, pur conteggiando gli scatti biennali non è riuscita a recuperare il potere d’acquisto perso, indipendentemente dalle qualifiche.

Statement del Presidente IPL Dieter Mayr

„Ci sono diverse cose da fare se vogliamo puntare ad un pubblico impiego attraente e moderno in Alto Adige: l’invecchiamento degli occupati, l’elevato numero di contratti di lavoro precari e il gender pay gap elevato sono questioni da affrontare. Inoltre la perdita del potere d’acquisto è consistente, soprattutto se si allarga l’orizzonte temporale rispetto all’analisi dell’ASTAT”.

Lo Zoom IPL Nr. 42 “Il potere d’acquisto perso dai 40.600 dipendenti pubblici in Alto Adige” è consultabile sulla pagina internet dell’Istituto: www.afi-ipl.org. Per maggiori informazioni ci si può rivolgere al Direttore IPL Stefan Perini (T. 0471 41 88 30, stefan.perini@afi-ipl.org).