05 Dicembre 2019

Quando il lavoro flessibile si traduce in vita instabile

Politiche del lavoro

„Il mercato del lavoro nella regione Trentino Alto Adige gode di buona salute, tuttavia negli ultimi anni è aumentata l’instabilità salariale a causa dei contratti atipici”, hanno affermato esperti del settore nel corso del convegno odierno organizzato dall’IPL (“Riforme del mercato del lavoro e (in)stabilità salariale). Le riforme degli ultimi 30 anni hanno accellerato il ricambio di personale ma non hanno aumentato l’occupazione, mentre ai margini è aumentata la disuguaglianza sociale. „Molte persone pagano il prezzo della deregolamentazione in termini di instabilità salariale, che non aiuta né loro, né uno sviluppo sostenibile della società“, afferma il Direttore IPL Stefan Perini.

Le riforme degli ultimi 30 anni hanno cambiato profondamente l’assetto del mercato del lavoro in Italia. L’IPL | Istituto Promozione Lavoratori punta i riflettori sui suoi effetti, anche a livello locale, in un convegno  (oggi, 05.12.2019). L’IPL cerca di rispondere a domande non facili, ma rilevanti per gli addetti ai lavori: la deregolamentazione ha portato a più vantaggi o svantaggi? Come si spiega l’esplosione di contratti atipici?  Quando si parla di flexicurity e quando di flexinsicurity? Quale sono le conseguenze finanziarie e sociali delle riforme del mercato del lavoro? Quali effetti hanno avuto le riforme sull’evoluzione degli stipendi nel lungo periodo? E infine, la domanda più importante: chi ha pagato il prezzo di tutte queste riforme? Gli approfondimenti sul tema sono tenuti dal professore dell’Università di Torino Fabio Berton, dal sociologo Paolo Barbieri dell’Università di Trento e da Alessio Tomelleti, dottorando presso l’Università di Bolzano. Ulteriori contributi sono stati forniti da Francesco Coco in rappresentanza dell’INPS Trentino- Alto Adige, dal Presidente IPL Dieter Mayr e dal Direttore dell’Istituto Stefan Perini.

F. Berton (Univ. TO), P. Barbieri (Univ. TN), A. Tomelleri (unibz), F. Coco (INPS-NISF)

Il professor Fabio Berton è anche  Senior research Fellow al “LABORatorio Revelli” di Torino. Il suo libro più noto è “Flex-insecurity. Perché in Italia la flessibilità diventa precarietà ” (2009).  Il crollo  dei tre argini,  posto sicuro, stipendio fisso e welfare subprotettivo ha portato all’aumento del precariato, sostiene Berton nel libro. Com’è la situazione oggi? “ Trent’anni di riforme del mercato del lavoro non hanno aumentato l’occupazione, ma solo il turnover; hanno aumentato la produttività a breve termine, ma non hanno prodotto effetti benefici sulla formazione continua e vi sono forti perplessità se abbiano avuto un’effetto sull’incremento della produttività nel lungo periodo”, afferma Berton a Bolzano.

Di deregolamentazione ed i suoi effetti in termini di disuguaglianza sociale parla il professor Paolo Barbieri dell’Università di Trento. Usando la metafora dell’effetto honeymoon (“effetto luna di miele”) illustra  come la deregolamentazione si sia tradotta in una segmentazione del mercato del lavoro, portando poi alla “trappola del precariato”.  Questa segremenazionie fa addirittura si che i discendenti della classe operaia necessitino di quattro anni per recuperare il gap reddituale rispetto ad occupati con background borgehese. Come Berton anche Barbieri conferma che la liberalizzazione del mercato del lavoro e la riduzione delle tutele contrattuali non hanno portato a più occupazione, ma ad und maggiore disuguaglianza intergenerazionale del mercato del lavoro.

Le peculiarità regionali sono illustrate dal dott. Alessio Tomelleri dell unibz. “Il mercato del lavoro nella regione Trentino Alto Adige gode di buona salute, tuttavia negli ultimi anni è aumentata l’instabilità salariale a causa dei contratti atipici, soprattutto per i giovani”, sostiene Tomelleri. Non si tratterrebbe di disuguaglianza sociale, ma di instbilità, precisa il dottorando all’Università di Bolzano. Ciò si manifesterebbe nel fatto che anche nella nostra Regione i giovani sono più soggetti alle oscillazioni conguntura, nel bene come anche nel male.

Il Direttore IPL Stefan Perini, a cui è affidato il compito di sintetizzare i principali punti emersi, riassume così i risultati del convegno dell’IPL: “Il prezzo della deregolamentazione è pagato i giovani neo-inseriti nel mercato del lavoro in diverse forme di instabilità, che non aiuta né loro, né ad uno sviluppo sostenibile della società“.

Statement del Presidente IPL Dieter Mayr

“Gli occupati preceari vengono spesso definiti anche gli “invisibili” – una categoria di persone difficilmente raggiungibile per i sindacati stessi. Questo “invisibili” hanno un basso potere contrattuale, per cui  il rischio dello sfruttamento è elevato. Non dimentichiamo che molti di questi “invisibili” sono giovani. Il sindacato qui deve assolutamente agire!”

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al Direttore IPL Stefan Perini (T 0471 41 88 30, stefan.perini@afi-ipl.org).

 

La documentazione del convegno sarà disponibile a partire da domani sul sito dell’Istituto: www.afi-ipl.org

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