31 Luglio 2017

Ritratto IPL della forza lavoro: L´Alto Adige nel confronto europeo

“L’elevato grado di partecipazione alle attività retribuite è senz’altro il fiore all’occhiello del mercato del lavoro in Alto Adige”, afferma Stefan Perini, Direttore dell’IPL. “Abbiamo quindi le quantità, ma abbiamo anche le qualità?”, osserva Perini. Come è composta la forza lavoro in Alto Adige rispetto all’Italia, la Germania, l’Austria e la Svizzera? Quali sono gli elementi comuni, quali gli elementi distintivi? Le risposte sono riportate nel ritratto IPL della forza lavoro, pubblicato in data odierna, che mette in relazione la Provincia di Bolzano ad altre realtà europee. A seguire nei prossimi mesi tutti gli altri risultati.

Nel 2016 l’IPL | Istituto Promozione Lavoratori ha svolto la prima indagine sulle condizioni di lavoro in Alto Adige seguendo uno standard riconosciuto a livello europeo (`European Working Conditions Survey´, in breve EWCS). A detta del ricercatore e psicologo del lavoro Tobias Hölbling è necessario conoscere la struttura sociodemografica della forza lavoro, in quanto “da un lato la struttura occupazionale di un sistema macroeconomico determina la crescita effettiva ed il potenziale di crescita dell’economia, dall’altra si deve essere consapevoli della composizione della forza lavoro per poter interpretare i risultati dell’indagine al netto di cosiddetti effetti strutturali”.

Lo Zoom IPL pubblicato in data odierna si focalizza proprio sugli elementi distintivi della forza lavoro in Alto Adige rispetto ad altri paesi europei, come l’Italia (I), l’Austria (A), la Germania (D) e la Svizzera (CH).

Nel confronto europeo la forza lavoro in Alto Adige si contraddistingue per i seguenti elementi:

  1. Popolazione attiva relativamente anziana

In Alto Adige 32,7% dei lavoratori sono ultracinquantenni. Nel contempo la quota di occupati con meno di 35 anni d’età (27,2%) risulta inferiore rispetto all’Austria (31,3%) o alla Svizzera (29,6%). Anche se la questione del ricambio generazionale mostra delle criticità soprattutto per l’Italia (solo 19,9% della popolazione attiva ha meno di 35 anni d’età), non dovrà essere trascurata nemmeno per l’Alto Adige.

  1. Tanti lavoratori con solo il diploma della scuola dell’obbligo

Rispetto alla situazione nell’Europa centrale, in Alto Adige si osserva una quota relativamente consistente di persone che possiedono soltanto il diploma della scuola dell’obbligo (17,1%). Il tasso dell’Italia (26,6%) è nettamente più alto rispetto agli altri paesi di riferimento. La Svizzera invece registra la quota più elevata di laureati (27,4%).

  1. Forte presenza dei settori agricoltura, commercio e turismo

In un territorio a forte vocazione turistica come l’Alto Adige la presenza di forza lavoro nei settori commercio e turismo è decisamente maggiore rispetto ai paesi di riferimento: il 27,0 % della forza lavoro in Alto Adige trova lavoro in uno di questi due settori. Con il 6,0% è notevole anche la presenza di occupati nel settore agricolo.

  1. Pubblico impiego forte, presenza del settore privato sotto la media

Il pubblico impiego in Alto Adige rispetto agli altri territori dell’Europa centrale assorbe un numero rilevante di forza lavoro. Di conseguenza solo una quota relativamente modesta (70,9%) trova impiego nell’economia privata (il 70,9%). A livello nazionale tale valore è pari al 75,1%.

  1. Elevata quota di lavoratori autonomi

Con il 21,7 % la quota dei lavoratori autonomi in Alto Adige è considerevole. In buona parte la scelta del lavoro autonomo è consapevole e non dovuta a necessità. Ciò contraddistingue l’Alto Adige ad esempio dai paesi dell’Europa meridionale, dove il lavoro autonomo spesso è una scelta obbligata per sfuggire alla disoccupazione.

  1. Le dimensioni aziendali in Alto Adige sono più simili alla Svizzera che non all’Italia

L’economia altoatesina (intesa come somma di economia privata e pubblico impiego) si contraddistingue per le piccole dimensioni delle sue unità organizzative. Infatti, 79,9% della forza lavoro è occupata in organizzazioni con meno di 10 addetti. L’Italia è a strutturazione ancora più minuta. La struttura aziendale in Alto Adige assomiglia – a parte il numero relativamente elevato (11,8%) di imprese composte da un solo addetto – a quella elvetica.

  1. Pochi posti di lavoro a tempo indeterminato

Il contratto di lavoro a tempo indeterminato è relativamente poco diffuso in Alto Adige: soltanto 76,2% della forza lavoro dichiara di essere assunta con contratto a tempo indeterminato – un valore decisamente inferiore agli altri paesi oggetto del confronto, che presentano valori che vanno dall’ 83,6% (Austria) all’88,1% (Svizzera). Dei paesi di riferimento, solo l’Italia (73,1%) presenta un valore minore dell’Alto Adige.

  1. Forte presenza dell’impiego a tempo pieno

Il 76,7 % della forza lavoro in Alto Adige è assunta a tempo pieno. Con ciò l’Alto Adige si colloca in seconda posizione dei paesi di riferimento, subito dopo l’Italia (77,2%). Di conseguenza il part time in Alto Adige risulta essere meno diffuso: in Alto Adige a lavorare con questa forma è il 23,3%, mentre il valore più elevato lo troviamo in Svizzera (30,0%).

  1. Quasi un terzo degli occupati lavora più di 40 ore la settimana

Sono molti in Alto Adige ad avere un orario settimanale relativamente lungo. Il 31,6% della forza lavoro è impegnata più di 40 ore, una quota maggiore rispetto a quella rilevata per l’Italia (21,6%), la Germania (15,4%) e l’Austria (17,1%). Con il 49,7% degli occupati che lavora più di 40 ore la settimana, la Svizzera si distacca nettamente.

  1. I dipendenti in Alto Adige sono fedeli al proprio datore di lavoro

Quasi la metà dei lavoratori dipendenti lavora da 11 o più anni nella medesima impresa o organizzazione. Rispetto ai paesi di riferimento pertanto la fluttuazione sul mercato del lavoro generata da cambi di posti di lavoro rimane a livelli piuttosto modesti.

Il metodo applicato consente il perfetto confronto tra l’Alto Adige e altri 35 paesi europei. I paesi di riferimento per l’IPL sono l’Italia, l’Austria, la Germania e la Svizzera. Grazie a questa indagine, per la prima volta sono comparabili anche gli aspetti qualitativi del lavoro. Sono considerate occupate persone con più di 15 anni d’età, le quali la settimana prima dell’indagine hanno svolto almeno un´ora di lavoro retribuito. A differenza della statistica ufficiale vi possono essere compresi anche disoccupati, casalinghe o pensionati. Eventuali divergenze sono da ricondurre solamente a definizioni più o meno larghe, non a differenze di contenuto. Il rilevamento riguarda l’intera economia, comprendendo quindi agricoltura e pubblico impiego.

Leggi lo Zoom IPL: Ritratto IPL della forza lavoro: L’Alto Adige nel confronto europeo  

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al Direttore IPL Stefan Perini (T. 0471 41 88 30, stefan.perini@afi-ipl.org) e al ricercatore IPL Tobias Hölbling (T. 0471 41 88 43, tobias.hoelbling@afi-ipl.org).