19 Giugno 2019

Bloccati in trincea

Le trattative per la contrattazione nel pubblico impiego sono ad un punto morto. Le proposte avanzate dalla delegazione pubblica e le richieste dei sindacati sono ancora su posizioni distanti. L’IPL ha analizzato le proposte e preso in esame un caso concreto.

Il Direttore IPL Stefan Perini anticipa l’esito delle sue valutazioni:

• Che la ripresa economica nell’ultimo decennio in Alto Adige non sia arrivata nelle tasche dei lavoratori dipendenti dovrebbe essere cosa ormai nota. In particolare ciò vale per i dipendenti pubblici.
• L’attuale proposta della delegazione pubblica non è conforme alle direttive della Giunta provinciale.
• La sentenza della Corte costituzionale 178/2015 in verità afferma esattamente il contrario di ciò che la delegazione pubblica sostiene. La sentenza, infatti, afferma che il blocco degli stipendi può essere una misura temporanea, ma non perpetua. In definitiva, la Corte costituzionale obbliga lo Stato a riavviare la contrattazione collettiva nel pubblico impiego. Non di meno, una situazione di squilibrio dei conti pubblici non può gravare solo su una categoria specifica, quella dei dipendenti pubblici. Stefan Perini: “Oggettivamente parlando la sentenza della Corte costituzionale gioca addirittura a favore dei sindacati”.

Come noto, lunedì scorso si è tenuto il quinto incontro per la contrattazione nel pubblico impiego in Alto Adige. Al vaglio del tavolo, la proposta della delegazione pubblica e una proposta concreta dei sindacati.

Le direttive della Giunta provinciale determinano i criteri con cui stabilire le retribuzioni, ovvero la salvaguardia del potere di acquisto delle retribuzioni, l’andamento generale dell’economia e del mercato del lavoro, e le riforme economico-sociali.

E queste sono le cifre: nel periodo 2010-2018 il PIL reale in Alto Adige è cresciuto del +10,0%, il numero degli occupati del +7,9% ed il costo della vita del +16,0%. Nello stesso periodo, a seconda della qualifica, lo stipendio base di un dipendente pubblico è cresciuto in termini nominali tra il +5,6% e il +2,9%, il che corrisponde ad una diminuzione in termini reali che va dal -10,4% al -13,1%.

La proposta della delegazione pubblica

La delegazione pubblica prende a riferimento gli attuali stipendi base (situazione: maggio 2017). La proposta contempla i seguenti aumenti stipendiali: 2019: +1,5%, 2020: +1,6%, 2021: +1,7%. Nella fattispecie si tratta dei tassi di inflazione programmati per l’Alto Adige per gli anni corrispondenti. Oltre a ciò: stipendi di ingresso più elevati, aumento del fondo dei premi di risultato, ridefinizione delle indennità di coordinamento, indennità di bilinguismo per possesso di titolo superiore a quello richiesto dalla rispettiva qualifica, “fringe benefits” come i buoni pasto a 7 €.

La richiesta dei sindacati

In sindacati, rifacendosi alle linee guida della Giunta provinciale, chiedono un salto stipendiale “una tantum” per tutti del +10% sugli attuali stipendi tabellari. A questa condizione, i sindacati si dichiarano pronti ad accettare la proposta datoriale per il triennio 2019-2021 (2019: +1,5%, 2020: +1,6%, 2021: +1,7%). Eventuali scostamenti tra inflazione programmata ed effettivamente misurata sarebbero da compensare ancora entro il triennio stesso.

L’esempio concreto

L’IPL ha fatto due calcoli su come le varie proposte si rifletterebbero sullo stipendio base annuo lordo di un/a dipendente pubblico/a del 6° livello. Gli stipendi dei dipendenti pubblici dal 2010 ad oggi sono aumentati dal 1° luglio 2016 di 480 € lordi annui, e dal 1° maggio 2017 di ulteriori 480 € lordi annui. Stando alla proposta della delegazione pubblica un dipendente pubblico nel 2021 arriverebbe a percepire uno stipendio base pari a 30.105 €. Se l’andamento dello stipendio base avesse seguito il costo della vita, nell’anno 2021 lo stipendio lordo avrebbe dovuto corrispondere a 33.639 €. Se passa la richiesta sindacale, il dipendente pubblico arriva a 33.116 €. In sintesi: tra le due proposte c’è un “buco” di 3.000 € lordi.

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere al Direttore IPL Stefan Perini (T. 0471 41 88 30, stefan.perini@afi-ipl.org), oppure alla Vicedirettrice IPL Silvia Vogliotti (T. 0471 41 88 35, silvia.vogliotti@afi-ipl.org).

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