02 Marzo 2021

Garantire buone condizioni di lavoro negli appalti pubblici: un dovere per il futuro

Foto: AFI-IPL

“Gli appalti pubblici in Alto Adige nel 2019 ammontavano a ben 1,6 miliardi di euro, ovvero all’incirca un terzo del bilancio provinciale: già solo questo dato dovrebbe farci riflettere su quanto il tema sia scottante”, afferma il Presidente IPL Dieter Mayr. In occasione del webinar tenutosi lo scorso venerdì 26 febbraio, l’IPL ha riunito esperte ed esperti locali per discutere su come poter garantire eque condizioni di lavoro per gli occupati delle aziende vincitrici di appalti pubblici in Provincia di Bolzano, alla luce del fatto che ¾ degli appalti vengono aggiudicati in base al minor prezzo.

A distanza di quasi 4 anni, l’IPL | Istituto promozione lavoratori di Bolzano ha affrontato nuovamente il tema degli appalti pubblici in Alto Adige, e lo fa fatto con un evento online, moderato dalla Vicedirettrice Silvia Vogliotti, a cui ha preso parte una serie di esperte ed esperti locali. La tematica appare particolarmente scottane in vista della gran mole di denaro pubblico che verrà “immessa” nel sistema produttivo altoatesino dai futuri piano ed investimenti (di cui il recovery plan rappresenta solo la punta dell’iceberg), per questo si dovrà necessariamente tener conto delle condizioni contrattuali e di lavoro delle persone occupate dalle ditte appaltanti.

“Negli uffici dei sindacati si accumulano le controversie sulla mancata applicazione delle disposizioni dei contratti collettivi, così come le lamentele circa il peggioramento delle condizioni di lavoro”, riporta il Presidente IPL Dieter Mayr. “Gli appalti pubblici sono una parte rilevante della politica sociale, se pensiamo che nel 2019 in Alto Adige hanno riguardato un volume di incarichi pari a 1,6 miliardi di euro, allora capiamo fin d’ora quali finalità sociali e di tutela delle condizioni di lavoro si debbano assicurare”, continua Mayr. L’affidamento al ribasso al solo criterio del prezzo non può andare a discapito delle condizioni di lavoro; un risparmio per l’ente pubblico in fase di affidamento si tradurrebbe in una sorta di boomerang nel medio-lungo periodo, per il fatto che molti lavoratori e lavoratrici a basso reddito (i cosiddetti “working poor”) finirebbero per infoltire la fila di chi ha bisogno di prestazioni sociali integrative del reddito. “La politica e l’amministrazione pubblica hanno una responsabilità sociale nel dare in appalto dei servizi e per questo dovrebbero essere garanti della giusta retribuzione e di buone condizioni di lavoro. La legge degli appalti dovrebbe essere modificata in tal senso per garantire il giusto contratto. Serve l’impegno della politica locale e dei nostri parlamentari per lavorare in questa direzione”, sostiene Mayr.

Alberto Violin, funzionario dell’Agenzia Contratti Pubblici (ACP), ha brevemente illustrato come dal rapporto annuale “Gli appalti pubblici in Alto Adige – 2019” emerga la rilevanza economica della spesa pubblica locale. Se negli appalti fino ad 1 milione di euro gli aggiudicatari risultano essere prevalentemente operatori economici locali, negli appalti di classe superiore prevalgono aggiudicatari da fuori provincia. Dai dati emerge, inoltre, che circa ¾ degli incarichi avviene col criterio del minor prezzo.

Il giuslavorista Carlo Lanzinger ha evidenziato le criticità correlate al trattamento economico dei lavoratori delle ditte incaricate, trattamento legato al settore e alla presenza di contrattazione territoriale. In assenza di quest’ultima si applica la normativa nazionale, con le criticità legate all’elevato costo della vita a livello locale. Altra tematica scottante rimarcata dal giuslavorista è stata quella dei mancati pagamenti degli stipendi da parte delle ditte, che spesso mette in difficoltà molte famiglie, e richiede interventi da parte dei sindacati e dell’Ispettorato del lavoro per garantire la corresponsione delle retribuzioni in tempi ragionevoli.

Il Direttore dell’ispettorato del lavoro della Provincia di Bolzano, Sieghart Flader, ha sottolineato la necessità di un’accurata progettazione da parte delle stazioni appaltanti, per individuare quanto più precisamente possibile l’incidenza del costo della manodopera e il monte ore necessarie per lo svolgimento dell’appalto. Un’accurata progettazione è un fattore imprescindibile se pensiamo, a titolo esemplificativo, che nel settore delle pulizie la manodopera incide fino al 90% del costo complessivo dell’appalto. Nel suo intervento ha anche toccato nuovamente la questione – evidentemente assai scottante – dei tardivi o mancati pagamenti delle retribuzioni, e del conseguente intervento sostitutivo che può mettere in campo la Pubblica amministrazione.

Antonella Costanzo, nel suo ruolo di funzionaria sindacale nel settore dei servizi per la CGIL/AGB, ha rimarcato che in un contesto così complesso e articolato bisogna lavorare per ottenere luoghi di confronto per definire leggi regionali e provinciali, nonché linee guida e accordi quadro, per agire concretamente la “contrattazione di anticipo” per la costruzione dei bandi di gara, per l’inserimento di clausole sociali, l’indicazione del corretto contratto collettivo, e norme volte alla tutela occupazionale e reddituale, ma anche per prevenire e/o correggere fenomeni di eccessiva esternalizzazione dei servizi operata dalla Pubblica amministrazione. “Per questo è centrale – ha concluso la sindacalista – la collaborazione di tutte le parti sociali a tutti i livelli”.

Giulia Failli, Direttrice della cooperativa sociale OASIS di Bolzano, ha evidenziato come da un lato gli appalti riservati alle cooperative sociali, previsti dalla legge provinciale, con valorizzazione del progetto sociale e tecnico, consentano alle cooperative di offrire ai lavoratori un percorso lavorativo e di recupero, che mette insieme diversi elementi: reddito adeguato, supporto educativo e psicologico. “Dall’altro lato però le logiche di puro mercato e la competizione al massimo ribasso del prezzo, in settori produttivi ad alta intensità di manodopera come i servizi, sono fortemente in contrasto con la tutela della salute e del benessere dei lavoratori”, ha concluso Failli.

Il video del webinar nonché le presentazioni sono disponibili sul sito internet dell’IPL al seguente link: http://afi-ipl.org/it/veranstaltungen/lipl-in-dialogo-appalti-pubblici-condizioni-di-lavoro-webinar

Per ulteriori informazioni le persone di riferimento sono la Vicedirettrice dell’Istituto Silvia Vogliotti (T. 0471 41 88 35, silvia.vogliotti@afi-ipl.org) e l’addetta alla comunicazione & eventi Chiara Venezia (T. 0471 41 88 32, chiara.venezia@afi-ipl.org).

 

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