11 Gennaio 2022

Il 2021 nell’ottica dei lavoratori dipendenti

Foto: Pixabay

Mercato del lavoro

Sul versante dell’occupazione, il 2021 è stato l’anno del rimbalzo, seppur incompleto: ad un primo trimestre da dimenticare è seguita una graduale e costante ripresa. “Considerando l’intero anno, i numeri dell’occupazione dipendente rimangono del -2,0% al di sotto del livello del 2019”, riferisce il Direttore IPL Stefan Perini.

A seguito della crisi del Coronavirus l’occupazione dipendente nel 2020 era nettamente calata (-3,4% rispetto al 2019). Nel 2021 è iniziato un processo di recupero, la cui dinamica è cresciuta nel corso dei mesi e ha portato il risultato annuale al +1,5%. Ciononostante, rispetto a prima della crisi, mancano ancora più di 4.000 posti di lavoro, il che corrisponde a circa 130 mil. di euro di retribuzioni lorde che non arrivano nelle tasche delle famiglie dei lavoratori dipendenti.

La rincorsa ai livelli pre-crisi

Nel 2021 si è assistito ad un vero e proprio rimbalzo dell’occupazione, il quale, tuttavia, non è bastato a raggiugere i livelli pre-crisi. Rispetto al 2019, infatti, la dinamica risulta essere decisamente negativa nei primi mesi dell’anno per poi invertirsi nella seconda metà dell’anno. Osservando l’economia in generale, nel 2021 sono venuti a mancare, su base annua, poco più di 4.000 posti di lavoro dipendente. Ciò corrisponde ad un calo del -2,0% rispetto al 2019. Tale flessione è ascrivibile esclusivamente al settore dell’alberghiero e della ristorazione, il quale, rispetto al 2019, perde ca. 6.300 posti di lavoro (-20,9%). Se si escludesse questo settore, il numero di lavoratori dipendenti nell’economia altoatesina risulterebbe in crescita (+1,1%).

La crisi ha colpito in particolare i dipendenti a tempo determinato, gli stranieri e le donne

Particolarmente colpiti dalla crisi sono stati in primo luogo i lavoratori a tempo determinato e i lavoratori stagionali e, in secondo luogo, le persone di cittadinanza straniera. Mentre nel 2021 il numero di lavoratori a tempo indeterminato è lievemente cresciuto (+2,6%), quello dei lavoratori a tempo determinato ha subito un forte calo (-13,9%), in tutti i settori economici, con l’eccezione del settore pubblico (+7.0%). Anche in questo caso il crollo più forte è stato registrato nel settore alberghiero (-33,0%). Di fronte ad un numero di lavoratori dipendenti di cittadinanza italiana pressoché costante (-0,8%), quello dei lavoratori stranieri è diminuito del -9,1%. Dopo un forte crollo ad inizio anno, l’occupazione femminile ha registrato un notevole recupero, il quale, tuttavia, rimane solo parziale e comunque inferiore rispetto all’occupazione maschile (-2,2% contro un -1,8%).

La curiosità: full-time più colpiti dei part-time

Sorprendentemente, chi ha un contratto a tempo pieno è stato maggiormente penalizzato dalla crisi pandemica rispetto a chi ha un contratto a tempo parziale. Il numero di lavoratori full-time, infatti, è calato del -2,4%, mentre il numero dei part-time è calato “solo” del -0,9%.

Statement del Presidente IPL Dieter Mayr

„Prendiamo atto con soddisfazione che il numero di occupati dipendenti nel 2021 si sia avvicinato gradualmente ai livelli pre-crisi. Ciononostante, continuano a mancare oltre 4.000 posti di lavoro per un equivalente di circa 130 mil. di € di retribuzioni lorde “perse” dalle famiglie di lavoratori dipendenti e che oggi mancano in termini di potere d’acquisto.”

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Direttore dell’IPL Stefan Perini (t. 0471 41 88 30 o cell. 349 833 40 65, stefan.perini@afi-ipl.org) o al ricercatore IPL Matteo Antulov (T. 0471 41 88 38, matteo.antulov@afi-ipl.org).

Il nuovo quadro sul clima di fiducia rilevato dal Barometro IPL (edizione inverno 2021/2022) sarà presentato in occasione di una conferenza stampa che si svolgerà giovedì, 20 gennaio 2022, alle ore 09:30 presso il Palazzo Widmann, in presenza dell’Assessore al Lavoro Philipp Achammer.

Comunicati stampa IPL | Lavoratori e lavoratrici dipendenti