26 Maggio 2020

Il tirocinio come momento di crescita personale

Foto unibz

Gli studenti della Libera Università di Bolzano che nel 2019 hanno partecipato all’indagine del Servizio Tirocini e placement dell’università sono stati 486. La maggior parte di essi giudica positivamente i tirocini presso aziende e organizzazioni. Dall’attuale sondaggio, l’ottavo dal 2013, arriva ancora una volta una conferma per l’IPL e la Libera Università di Bolzano (unibz) sulla qualità dei tirocini universitari, che vengono considerati una valida opportunità per mettersi alla prova, orientarsi nelle scelte future e per entrare nel mondo del lavoro.

Alla Libera Università di Bolzano le esperienze di tirocinio vengono sistematicamente monitorate. Tema principale di questo sondaggio, effettuato dal 2013 dall’IPL | Istituto Promozione Lavoratori in cooperazione con il Servizio Tirocini e placement dell’unibz, è comprendere se i tirocinanti abbiano assunto incarichi utili per l’azienda ospitante e se siano stati in grado di dare un reale contributo alla struttura in cui hanno svolto il tirocinio. Nel sondaggio 2020 si raggiunge la percentuale più elevata di tirocinanti che si auto-valutano “risorsa” per l’azienda: il valore è infatti pari al 91,2% del totale campionato. “Siamo molto felici di questo dato che è sempre risultato molto positivo ma nel 2019 è migliorato ancora”, sottolinea Iris Tappeiner, responsabile del Servizio Tirocini dell’università.

L’accesso al tirocinio avviene in modo autonomo

Dall’indagine emerge che la maggioranza degli studenti sceglie il proprio posto di tirocinio in modo autonomo attraverso la ricerca attiva della struttura (42,7%) e “una percentuale notevole e maggiore dell’anno precedente (pari al 30,3%) afferma di aver identificato il proprio posto di tirocinio grazie alla propria rete di relazioni private come la famiglia, i parenti, gli amici e i conoscenti” afferma la ricercatrice IPL Elisa Ganzer. I criteri più importanti nella scelta del proprio posto di tirocinio sono la possibilità di svolgere l’attività desiderata (29,6%) nell’organizzazione, azienda o istituzione desiderata (28,9%).

La soddisfazione per il tirocinio porta a raccomandarlo

I tirocinanti si dicono mediamente molto soddisfatti dell’esperienza di tirocinio (il valore medio è pari a 6,2 su una scala da 1 a 7). In generale si inseriscono bene in azienda e trovano un buon clima di lavoro dato da colleghi mediamente molto disponibili, da un tutor aziendale presente e attivo, vengono trattati in modo corretto e hanno la possibilità di contribuire con le proprie idee. Cresce rispetto all’anno precedente la quota di intervistati che consiglierebbe senza alcuna limitazione anche ad altri il proprio posto di tirocinio (circa il 65%), mentre un ulteriore 32,5% lo consiglierebbe nel complesso.

Il tirocinio come momento formativo e di crescita personale

Le aspettative più importanti riposte dagli studenti nel tirocinio sono soprattutto la possibilità di creare dei contatti per un futuro ingresso nel mondo del lavoro (valore medio: 5,9 su una scala da 1 a 7), mettere in pratica le conoscenze apprese durante lo studio (valore medio: 5,7) e riportare l’esperienza nel curriculum vitae (valore medio: 5,6). “Molti identificano il tirocinio come un momento di crescita personale, durante il quale mettersi alla prova, approfondire le proprie conoscenze linguistiche, orientarsi nella scelta del futuro percorso di studi, conoscere una nuova città, costruire dei rapporti umani e sentirsi considerati (valore medio: 5,3)” sottolinea Elisa Ganzer.

Opportunità di collaborazione con l’azienda a conclusione del tirocinio

Le offerte di una futura collaborazione con l’azienda dopo la fine del tirocinio riguardano in prevalenza proposte di lavoro a progetto (14,4%) oppure altri tipi di proposte (23,5%), tra le quali per esempio l’apprendistato dopo gli studi, il praticantato professionalizzante o un ulteriore tirocinio. “La modesta quota di tirocinanti a cui è stata offerta una successiva collaborazione è spiegata dal fatto che gran parte degli studenti che svolgono il tirocinio si trovano a metà del percorso di studio. Inoltre nell’indagine non sono compresi i tirocini post laurea che mirano all’inserimento lavorativo” afferma Iris Tappeiner.

Mercato del lavoro altoatesino: ambiente giovane e multiculturale

L’indagine rileva anche la percezione dei tirocinanti relativamente all’attrattività del mercato del lavoro altoatesino per i laureati. Tra le note positive del mercato del lavoro altoatesino gli studenti segnalano il fatto di essere un ambiente costituito da aziende operanti in settori innovativi che offrono molte opportunità a giovani talentuosi. Molti tirocinanti affermano che l’Alto Adige è una realtà multilingue e multiculturale che accoglie positivamente giovani con un buon livello linguistico in italiano, tedesco e inglese. Tra gli aspetti positivi elencati vi è anche il buon radicamento sul territorio di unibz, la quale si coordina molto con le aziende locali per offrire i profili professionali necessari alle imprese: questo è un vantaggio per un futuro inserimento nel mercato del lavoro locale. Tra le criticità segnalate dai tirocinanti vi sono i compensi non proporzionati al costo della vita e inferiori rispetto alle realtà nord – europee e il fatto che in Alto Adige vi siano poche aziende operanti a livello internazionale.

E dopo la laurea dove mandano il curriculum vitae?

La maggior parte dei tirocinanti ha intenzione di candidarsi per un posto di lavoro in Alto Adige (32,0%), il 25,2% in Germania, Austria o Svizzera, il 21,2% in altre regioni italiane e il 21,6% in altri stati all’estero. “Più della metà degli studenti della Facoltà di Scienze e Tecnologie Informatiche è orientato dopo la laurea a inviare il curriculum all’estero (53,3%) mentre la maggioranza (61,4%) degli iscritti alla Facoltà di Scienze della Formazione (l’indagine non comprende gli studenti di Scienze della Formazione Primaria) ha intenzione di inserirsi nel mondo del lavoro locale.

Le richieste dei tirocinanti all’università

Nelle domande aperte i tirocinanti hanno potuto esprimere compiutamente le loro istanze ad unibz per poter affrontare in modo più preparato e consapevole l’esperienza di tirocinio. Il 36,5% di essi chiede che la formazione aiuti a sviluppare competenze di tipo specifico (es. social media marketing e contabilità di base) e il 34,5% di tipo pratico (es. applicazione della teoria ai casi pratici, utilizzo della strumentazione da laboratorio e lavoro per progetti). Sono invece soprattutto i tirocinanti della Facoltà di Scienze della Formazione (27,7%) a ritenere necessario lo sviluppo di competenze trasversali (es. abilità comunicative e conduzione di colloqui). Marginale la richiesta di puntare sulle conoscenze informatiche nei piani di studio: solo l’8,6% ritiene necessario approfondire la conoscenza e l’uso di programmi informatici come ad esempio Excel.

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere a Iris Tappeiner (T. 0471 012700, iris.tappeiner@unibz.it), coordinatrice del Servizio Tirocini e placement unibz e a Elisa Ganzer (T. 0471 41 88 38, elisa.ganzer@afi-ipl.org), ricercatrice presso l’IPL.

I risultati vengono elaborati da sempre dall’IPL | Istituto Promozione Lavoratori.

Il video di presentazione dei risultati della ricerca è disponibile sul sito dell’università www.unibz.it, sul sito dell’IPL  www.afi-ipl.org e sul canale YouTube https://youtu.be/xjSy93U2aj0

La presentazione con i risultati dell’indagine è disponibile sul sito dell’IPL: http://afi-ipl.org/wp-content/uploads/Internship-survey-2020-AFI-IPL.pdf

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