07 Luglio 2020

Ingessata la situazione nella distribuzione dei redditi

Foto: Metropolitan Museum of art

Redditi

Il sistema fiscale italiano vigente riesce ad attenuare le esistenti differenze reddituali. Lo strumento utilizzato è quello della progressività dell’imposta, oltre al sistema degli oneri deducibili e detraibili e alla “no tax area”. Tra il 2011 e il 2016 la distribuzione dei redditi netti si è avvicinata, per poi rimanere costante negli anni d’imposte 2017 e 2018.

Base di partenza sono i recenti dati delle dichiarazioni dei redditi, resi disponibili dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) all’IPL | Istituto Promozione Lavoratori per poter analizzare il potere redistributivo dell’attuale sistema di imposta sul reddito delle persone fisiche. Come dimostra l’Istituto, dopo la tassazione IRPEF la disuguaglianza reddituale risulta più bassa rispetto alla situazione pre-imposta.

Al fine dell’analisi, l’IPL ha calcolato l’indice di Gini sul reddito lordo e sul reddito netto, come anche la differenza tra i due, il cosiddetto indice di Reynolds-Smolensky. Quest’ultimo è un parametro per calcolare l’effetto redistributivo dell’imposta. L’indice di Gini, che misura il grado di disuguaglianza di una distribuzione, assume valore 0 se tutte le persone hanno lo stesso reddito e 1 se una sola persona possiede tutto e gli altri niente. “Nel nostro studio abbiamo calcolato per l’Alto Adige e per l’anno d’imposta 2018 un indice di Gini per il reddito lordo pari a 0,466 e per il reddito netto pari a 0,405 – una chiara prova che l’attuale sistema d’imposta riesce a rendere più equa la distribuzione dei redditi tra i contribuenti”, spiega il ricercatore IPL Friedl Brancalion.

Osservando la distribuzione dei redditi netti dichiarati a partire dall’anno d’imposta 2011 si evince che le differenze si sono attenuate fino al 2016. Nei due anni successivi invece sono rimaste costanti. Il Direttore IPL Stefan Perini così commenta: “La politica fiscale dovrebbe essere finalizzata a attenuare le differenze reddituali. A livello teorico il sistema fiscale italiano è senz’altro improntato a favorire la giustizia sociale. I problemi sono collocati nell’applicazione pratica: lo Stato non riesce a governare fenomeni come l’evasione fiscale e la fuga dei capitali, il che poi dà origine a gravi ingiustizie sociali.”

Nell’anno d’imposta 2018 un contribuente altoatesino su cinque (il 20,3% o 86.909 contribuenti) ha potuto abbassare il proprio reddito imponibile grazie alle deduzioni, per un totale di 433 milioni di euro, che corrisponde a 4.977 € per contribuente. Il 77,9% delle deduzioni effettuate riguarda contributi previdenziali ed assistenziali, il 18,0% la previdenza complementare.

Quasi tutti i contribuenti altoatesini (il 98,0%, ovvero 419.305 persone) hanno goduto delle detrazioni previste dalla legge, che hanno diminuito le entrate fiscali per un totale di 753 milioni di euro. I principali oneri detraibili riguardano detrazioni per reddito da lavoro dipendente e pensione (il 56,5% di tutti gli oneri detraibili), nonché per spese recupero del patrimonio edilizio (il 14,7%).

Lo Zoom IPL: “I redditi dichiarati in Alto Adige nel 2019 Parte 2: analisi delle disuguaglianze” è scaricabile dal sito dell’Istituto QUI

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al Direttore IPL Stefan Perini (T. 349 833 40 65, stefan.perini@afi-ipl.org) oppure al ricercatore IPL Friedl Brancalion (T. 0471 41 88 40, friedl.brancalion@afi-ipl.org).

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