16 Novembre 2017

La formazione rende interessanti

Barometro IPL – autunno 2017

Il 79% dei lavoratori dipendenti altoatesini ha partecipato ad almeno una attività di formazione nell’arco degli ultimi 12 mesi. “Una quota non indifferente se confrontata con altre realtà, ma c’è ancora ampio margine di miglioramento”, commenta la Presidente dell’IPL Christine Pichler. La perplessità dell’IPL | Istituto Promozione Lavoratori riguarda soprattutto il fatto che spesso sono le categorie più deboli a non poter partecipare ad attività di formazione nell’ambito professionale.

Negi ultimi 12 mesi quattro lavoratori dipendenti su cinque hanno partecipato ad almeno un’attività di formazione. Questo è quanto si evince dal blocco tematico del Barometro IPL – Autunno 2017, analizzato dall’Istituto in questi giorni. Per formazione si intende sia partecipare ad un corso che assistere ad un seminario o ad una conferenza, ma anche essere affiancato sul lavoro da un collega. “Lo scambio di conoscenza continua però a scorrere in maniera asimmetrica, ovvero l’esperienza viene passata dai colleghi più anziani ai più giovani”, afferma il Direttore dell’IPL Stefan Perini. Sarebbe invece alquanto impor-tante segnalare il valore del flusso di conoscenza inverso, ovvero da giovane a più anziano, particolarmente in un periodo di sempre più rapidi cambiamenti tecnici e digitali.

Desideri di formazione trasversale

In un’economia in continua e rapida evoluzione cambiano anche le professioni – se ne creano di nuove mentre altre spariscono e per altre ancora aumenta il bisogno di capacità particolari. Ecco che non è più sufficiente formarsi esclusivamente nel mestiere che già si esercita. I lavoratori dipendenti altoatesini ne sono consapevoli, a dimostrarlo le loro preferenze in ambito di formazione, fortemente indirizzate allo sviluppo delle cosiddette competenze trasversali. Diffusi in tutti i settori sono il desiderio di formazione nelle lingue straniere (citato dal 28% dei lavoratori dipendenti), l’affinamento di competenze organizza-tive e personali (20%) e l’informatica (20%). Particolarmente alta è la partecipazione alla formazione nel settore pubblico e nei servizi privati. Poco sorprendente è invece il fatto che sono particolarmente i giovani lavoratori ad essere spinti verso la formazione.

Problematicità

Il fatto che la formazione altoatesina in ambito professionale ottenga ottimi risultati nella comparazione a livello nazionale non deve trarre in inganno nel credere che non vi siano aspetti problematici. Tra questi spiccano le differenze nelle possibilità d’accesso alle attività di formazione. Anche se solo il 21% dei lavora-tori dipendenti indica di non aver partecipato ad attività formative, questa quota cresce nel settore alber-ghiero (31%), nell’attività manifatturiera (32%), nell’edilizia e nel commercio (entrambi 34%). A non beneficiare della formazione sono soprattutto i lavoratori a tempo parziale (28,2%) e quelli del settore privato (25%), che risultano esclusi in misura maggiore rispetto ai colleghi dipendenti a tempo pieno e a quelli impiegati nel settore pubblico (esclusi dalla formazione rispettivamente nel 18% e nel 10% dei casi).

Statement della Presidente IPL Christine Pichler

“L’incremento della propria attrattività sul mercato del lavoro è importante per vari motivi: da un lato la formazione continua nell’ambito professionale abbassa la probabilità di essere “razionalizzati” dalla digitalizzazione. Dall’altra, per lavoratori ben formati, crescono le probabilità di potersi riposizionare su un mercato del lavoro che al momento è svuotato di personale specializzato.”

Ulteriori informazioni sui risultati possono essere richieste al direttore IPL Stefan Perini (Tel. 0471 41 88 30, stefan.perini@afi-ipl.org).

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