22 Maggio 2020

Lavorare fino a 65 anni? 2 intervistati su 3 lo ritengono possibile

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Barometro IPL Primavera 2020

Mentre il 64% dei lavoratori e delle lavoratrici altoatesini si immagina di poter lavorare fino a 65 anni, il 36% afferma di no. Ciò che li trattiene sul posto di lavoro e li motiva sono: meno stress, una migliore retribuzione rispetto alla pensione, orari di lavoro ridotti e/o maggiormente flessibili.

L’invecchiamento della forza lavoro è uno degli aspetti sui quali la politica del lavoro dovrà agire urgentemente nei prossimi vent’anni. Lentamente ma inesorabilmente i baby boomer stanno raggiungendo l’età della pensione. Di cosa hanno bisogno per poter lavorare bene anche in età lavorativa avanzata? Questo è quanto l’IPL | Istituto Promozione Lavoratori chiede ormai dal 2015 nell’indagine primaverile del Barometro IPL.

“Continuare così” non vale per tutti

Quasi due dipendenti altoatesini su tre (64%) sono convinti di poter continuare a svolgere la propria professione fino all’età di 65 anni: affermano che il loro stato di salute è buono e le attività lavorative glielo permettono. La maggior parte dei lavoratori dipendenti si immagina quindi di “continuare così” il proprio lavoro fino all’età della pensione. Un terzo, invece, lo considera molto o piuttosto improbabile.

Per rimanere al lavoro oltre i 65 anni, lo stress sul lavoro deve essere ridotto. È quanto ritiene il 76% dei lavoratori e delle lavoratrici intervistati. Il 75% dichiara che dal punto di vista finanziario non è sufficientemente attraente rimanere al lavoro e quindi c’è una evidente tendenza a “fuggire in pensione”. L’orario di lavoro flessibile (66%) e giorni e settimane lavorative più brevi (65%) sono tra le misure più richieste per poter prolungare la vita lavorativa.

Aumentano le nuove priorità

Chiunque voglia lavorare fino all’età di 65 anni ha una chiara idea di quali agevolazioni il datore di lavoro dovrebbe attivare per facilitare la permanenza al lavoro. “Il livello di reddito, il lavoro flessibile e i nuovi campi di attività sono una caratteristica permanente nelle risposte date a questa domanda del Barometro IPL negli ultimi cinque anni”, afferma il Direttore IPL Stefan Perini. Altre risposte invece divergono notevolmente da quelle del 2015. Anche prima della crisi COVID, il desiderio di telelavoro era più richiesto rispetto a cinque anni fa e il pendolarismo era impopolare. Ad oggi, quasi due terzi (44%) degli intervistati vede nel telelavoro un’opzione per prevenire la “fuga al pensionamento”. Nel 2015 la quota era ancora del 34%. “Oggi il part-time e una settimana lavorativa più breve sono più apprezzati che mai. Quasi due terzi (65%) dei lavoratori e delle lavoratrici intervistati nel Barometro IPL possono ora immaginarsi di rimanere in servizio fino all’età di 65 anni grazie ad una riduzione dell’orario di lavoro. Cinque anni fa lo riteneva possibile solo il 56%”, conclude il Direttore IPL Stefan Perini.

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al Direttore IPL Stefan Perini (T. 0471 41 88 30 oppure 349 833 40 65, stefan.perini@afi-ipl.org). I risultati sono pubblicati sul sito dell’Istituto www.afi-ipl.org

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