25 Marzo 2020

Non è detto che si arrivi alla catastrofe

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Covid-19

In questo momento è importante garantire i rapporti di lavoro per salvare il know-how aziendale e il potere d’acquisto dei lavoratori. “Un’integrazione salariale per tre mesi è prioritaria”, dichiara il Direttore dell’IPL Stefan Perini. Ciò permetterebbe all’economia di ripartire più velocemente dopo l’emergenza Covid-19.

Il Coronavirus sta tenendo con il fiato sospeso l’Alto Adige come il resto del mondo. Il rischio per la salute non è stato ancora superato che già si paventano le possibili conseguenze economiche.

Quale scenario ci aspetta?

Gli elementi centrali per poter determinare le conseguenze della crisi sono l’estensione ai vari settori e il fattore tempo. Più dureranno il rischio per la salute e di conseguenza le limitazioni per l’economia, più grave sarà il potenziale danno. Il Direttore dell’IPL Stefan Perini spiega che “se subentrasse il peggiore degli scenari, ovvero il cosiddetto scenario ‘L’, l’economia subirebbe un crollo importante e non si riprenderebbe per un lungo periodo; per questo ‘L’. Nel caso dello scenario ‘U’ l’economia scenderebbe a un livello più basso del solito, per poi riuscire a risalire dopo alcuni mesi. Infine, nell’ipotesi che si verifichi il cosiddetto scenario ‘V’, a un breve e profondo choc seguirebbe una ripresa relativamente rapida”.

Cosa dicono gli istituti di previsione?

La Commissione europea paragona l’attuale emergenza Covid-19 alla crisi finanziaria del 2008, quando l’economia UE subì un crollo reale del -4,3%. L’istituto Ifo di Monaco è invece molto più pessimista: in un documento pubblicato a inizio settimana prevede per la Germania un crollo del tasso di crescita per il 2020 tra -4,3% e -20,6%, a seconda della qualità degli ammortizzatori sociali, della durata dell’arresto dell’economia e la velocità della ripresa.

La conservazione dei posti di lavoro ha assoluta priorità

Più estesa e lunga sarà la crisi, più imprevedibili e drammatiche saranno le conseguenze a lungo termine. Il Direttore IPL Stefan Perini sottolinea: “L’obiettivo primario è garantire la liquidità alle imprese e la continuità dei rapporti di lavoro per evitare chiusure aziendali e licenziamenti”. Così si mantengono sia il know-how prezioso per l’azienda che il potere d’acquisto del lavoratore. Se invece non si riuscisse a trattenere il capitale umano nelle imprese, ciò non solo causerebbe disoccupazione, ma indebolirebbe anche l’economia locale nella fase generale di ripresa. “Occorre assolutamente la garanzia di un’integrazione salariale per tre mesi”, dichiara il Direttore dell’IPL Perini.

 Gli ammortizzatori sociali costano meno di una disoccupazione di massa

Secondo il Direttore dell’IPL Perini la mano pubblica sta prendendo la strada giusta. Il Governo italiano e la Giunta provinciale altoatesina stanno gestendo le proprie misure di ammortizzazione sociale secondo il principio “whatever it takes” (“tutto ciò che occorre”). Garantire i posti di lavoro ha la priorità assoluta, anche rispetto al principio di pareggio dei bilanci pubblici; la Provincia Autonoma di Bolzano dovrà in ogni caso mettere sul tappeto stanziamenti aggiuntivi rispetto al pacchetto nazionale di misure anticrisi. Sarà un’operazione costosa, ma garantire i posti di lavoro per alcuni mesi costerà comunque meno che finanziare una disoccupazione di massa per anni, evidenzia Perini.

Non è detto che si arrivi alla catastrofe

Qualora le misure finalizzate alla tutela della salute e all’ammortizzazione dei danni economici si mostrassero efficaci, il peggio potrebbe già essere passato tra poche settimane. Nel migliore dei casi si potrebbe verificare addirittura lo scenario ‘V’ descritto, ovvero una rapida ripresa congiunturale. Perini è infatti convinto che “ciò che è rimandato non per forza è perduto”. I consumi sarebbero dunque soltanto rimandati nel tempo, i viaggi le ferie verrebbero recuperate, forse con una maggiore concentrazione sull’Italia per effetto di limitazioni di accesso ad altri paesi. Nella seconda metà dell’anno si potrebbe pertanto recuperare qualcosa, purché ora il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti e autonomi altoatesini venga tutelato con misure di integrazione salariale. Si tratta di una misura della massima urgenza, soprattutto considerato che i consumi privati formano il 60% del prodotto interno lordo, conclude Perini.

Statement del Presidente dell’IPL Dieter Mayr

“Gli ammortizzatori sociali del governo ci sono, ma dobbiamo assolutamente rafforzarli a livello provinciale. Occorre una vera concertazione tra le parti sociali per assicurare tutti gli ammortizzatori possibili e tutelare anche le fasce più deboli. Si tratta di limitare i danni per poter poi ripartire più forti. Nella situazione attuale di emergenza la salute ha comunque priorità assoluta.”

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al Direttore IPL Stefan Perini (T. 349 833 40 65, stefan.perini@afi-ipl.org).

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