14 Settembre 2020

Picco dei redditi poco prima del pensionamento

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Redditi

Generalmente i redditi aumentano nel corso della vita del contribuente e raggiungono il loro massimo in età compresa tra i 60 e i 64 anni (33.432 € lordi all’anno in media). Con l’aumentare dell’età, aumenta però anche la disparità tra i redditi. Le donne, rispetto agli uomini, nella progressione dei redditi sono penalizzate per l’intero corso della vita. La forbice inizia ad allargarsi già all’età di 30 anni e non si chiude fino all’età del pensionamento. Tra gli autonomi, i redditi nel corso della vita registrano incrementi medi superiori rispetto a quanto si rileva per i lavoratori dipendenti – ma anche la distribuzione è più disomogenea.

Vi è una qualche relazione tra il livello dei redditi e l’età anagrafica dei contribuenti? Risposte a questa domanda vengono fornite nell’ultimo Zoom IPL Nr. 52 pubblicato dall’IPL | Istituto Promozione Lavoratori in data odierna. La base dei dati è costituita dalle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti altoatesini nel 2019 per l’anno d’imposta 2018. I dati sono stati disaggregati dall’IPL per classe d’età, sesso e tipologia di contribuente.

Picco reddituale poco prima del pensionamento

Nell’anno 2019, in provincia di Bolzano, sono state presentate esattamente 435.341 dichiarazioni dei redditi per un importo totale lordo di 10,6 mrd. € con un valore medio per contribuente pari a 24.761 €. I valori medi più elevati (33.432 €) si registrano tra i contribuenti di età compresa fra i 60 e i 64 anni. Infatti, è generalmente noto che la carriera degli individui raggiunga il proprio apice in termini reddituali poco prima pensionamento.

Disuguaglianza crescente all’aumentare dell’età

L’indice di Gini misura il grado di equità (valore = 0) o disomogeneità (valore = 1) in una distribuzione. In Alto Adige l’indice aumenta a partire dalla classe 25 – 29 anni e trova il suo massimo valore nella classe d’età 65 – 69 anni. All’aumentare dell’età e con il differente andamento delle carriere lavorative, aumenta anche la disuguaglianza. La classe d’età con la maggiore disparità misurata è quella tra i 65 e 69 anni. Lì molti contribuenti sono già in pensione, mentre altri – in primo luogo perché l’attività professionale comporta per loro buoni redditi – continuano a lavorare.

Donne svantaggiate durante l’intero ciclo di vita

Per quanto riguarda la progressione reddituale, le donne risultano penalizzate rispetto agi uomini durante tutto il ciclo di vita. La forbice inizia ad allargarsi all’età di 30 anni e si apre sempre di più, fino al pensionamento. Nella classe 65 – 69 anni raggiungere la distanza massima, con gli uomini che registrano importi di reddito medio dichiarato superiore a quello femminile con una differenza di 16.300 €. Solo dopo i 70 anni il divario inizia ad attenuarsi.

Lavoratori dipendenti: progressione modesta, disomogeneità modesta

Tra i lavoratori dipendenti la curva dei redditi mediamente dichiarati sale moderatamente e costantemente nel corso della vita. A partire dai 55 anni cala drasticamente il numero dei contribuenti, ma il reddito medio aumenta ancora nelle classi d’età più elevate. Evidentemente chi rimane nel mercato del lavoro lo fa per passione, per scelta propria o semplicemente per convenienza economica.

Lavoratori autonomi: progressione maggiore, disomogeneità maggiore

I lavoratori autonomi si caratterizzano per una progressione reddituale più marcata rispetto ai lavoratori dipendenti soprattutto nelle prime classi d’età. A partire dalla classe d’età 40 – 49 anni si osserva un appiattimento della curva. La disomogeneità nella distribuzione tra gli autonomi risulta maggiore rispetto a quella tra i dipendenti per tutto l’arco della vita e tendenzialmente raggiunge il massimo negli anni prima del pensionamento.

Lo Zoom IPL Nr. 52: “I redditi dichiarati in Alto Adige nel 2019 Parte 3: andamento dei redditi con l’età” è allegato al presente comunicato stampa ed è anche scaricabile dal sito dell’Istituto www.afi-ipl.org QUI.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Direttore dell’IPL Stefan Perini (T. 0471 41 88 30, stefan.perini@afi-ipl.org) e al ricercatore IPL Friedl Brancalion (T. 0471 41 88 40, friedl.brancalion@afi-ipl.org).

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